30 Novembre 2020
eventi

PAPPOW - COME UN FIGLIO TI STRAVOLGE LA VITA

18-10-2019 / 19-10-2019 - Spettacoli del mese
Ven
18
Ott 2019
orario: venerdì 18 ottobre e sabato 19 ottobre ore 21,00

Pappow è un lungo racconto, un viaggio nella vita di un trentenne appena diventato padre. Io.
Mio figlio ha imparato le prime paroline: dice bene “mamma”, dice bene “nonna” e quando gli chiedo di dire “papà” lui dice.. “Pappow”.
Nemmeno gli avessi chiesto di dirmi Otorinolaringoiatra.
La paternità è il pretesto per ripercorrere le tappe fondamentali della mia vita, come il primo giorno d'asilo, quando mi hanno insegnato parole che non ho mai usato nella mia vita, o quando mia mamma mi costringeva a mangiare gli spinaci perché altrimenti se no “un bambino in africa muore”.
Bambino che poi, ho ritrovato all'asilo.. vivo.
Pappow mi riporta indietro a quando con mia moglie eravamo fidanzati, alla prima convivenza, che mi fece capire subito quanto in realtà le donne siano avvantaggiate rispetto a noi, in termini di intelligenza, di sensibilità e di alito mattutino. Poi, i passaggi fondamentali di una coppia: quando da fidanzati prima si diventa marito e moglie ed infine.. genitori.
Tutti che mi dicevano “vedrai ora che ti nascerà un figlio la vita ti cambia..in meglio!” In meglio???!!!
E' come quando dallo scoglio chiedi a qualcuno che sta facendo il bagno se l'acqua sia fredda o meno e questo ti dice: “tranquillo, buttati, si sta bene.” Sa benissimo che è gelida ma lo consola pensare che presto non sarà più da solo a soffrire. Diventi genitore quando ti butti. (Non dite a mia moglie che ho fatto questo esempio.)
La paternità cambia tutto: prima pensavo che le cose complicate fossero altre, ancora non sapevo cosa volesse dire dormire solamente 2 ore.. al mese.
Però nonostante cacche, rigurgiti sulle camicie e unghiate sul viso, vivo perennemente con il sorriso in faccia, una felicità incredibile che non avevo mai provato prima.
Ho capito che il vero problema tra uomini e donne è la comunicazione: ci sono parole che devi saper usare con la lei e se sbagli una risposta, alle volte, sei morto.
Ho provato anche a non rispondere, ma conta lo stesso come risposta sbagliata.
Tutto diventa complicato, anche la luna di miele e prendere l'aereo.
Pappow è un continuo ping pong tra passato e futuro, tra le paure che ho vissuto e la speranza che mio figlio non le riviva a sua volta.
Lascerò mio figlio tra violenza, ignoranza, Netflix, malattie e Facebook.
Spero di lasciargli anche gli strumenti per cavarsela e andare avanti.
Per il momento me lo godo com'è: biondo, occhi azzurri e un filo stitico, convinto che quando finalmente riuscirà a dire “papà” sarò un po' triste e il tempo di Pappow mi mancherà terribilmente.


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